Schopenhauer

Schopenhauer 



Arthur Schopenhauer (1788–1860) è stato un filosofo tedesco noto per la sua visione pessimistica della vita e della condizione umana. La sua filosofia si sviluppa principalmente nel suo lavoro "Il mondo come volontà e rappresentazione" (1818), in cui espone la sua teoria sulla natura fondamentale della realtà.


  • sostiene una duplice prospettiva sul mondo:

  1. scienza --> mondo è una mia rappresentazione, una dimensione fenomenica che non può sussistere indipendentemente dal soggetto => organizza-ordina i fenomeni grazie alle forme proprie a priori dello spazio e del tempo e alla categoria di causa
  2. filosofia --> mondo è volontà, infatti attraverso il corpo l'uomo riconosce in sé l'impulso cieco e irrazionale del desiderio per cui la vita è dolore, continuo oscillare tra desiderio e noia
=> attribuisce un ruolo speciale all'arte e alla filosofia --> modi per superare la sofferenza umana
=> arte= permette di raggiungere uno stato di contemplazione disinteressata, in cui il soggetto si stacca dalla sua volontà individuale e si immerge in una realtà più universale
=> filosofia= offre una visione che può aiutare a comprendere-affrontare la condizione umana di sofferenza


=> ci sono 3 possibili vie di liberazione dal dolore:

  1. estetica --> essendo disinteressata e mirando all'ideale, rappresenta un quietivo del desiderio. Riteneva che l'arte fosse un modo per sfuggire al dominio della volontà, poiché, mentre siamo immersi in un'opera d'arte, ci dissociamo dai nostri desideri e dalla nostra volontà individuale. In uno stato di pura contemplazione estetica, l'individuo si libera temporaneamente dalla sofferenza, immergendosi in una visione oggettiva e universale della realtà.
  2. morale --> grazie alla compassione consente di superare le divisioni tra un soggetto all'altro. Credeva che l'individuo potesse trovare un certo sollievo dal dolore proprio attraverso la compassione per gli altri. La compassione nasce dalla capacità di riconoscere che la sofferenza che gli altri provano è la stessa sofferenza che noi stessi sperimentiamo, in quanto tutti condividiamo la stessa volontà fondamentale.
  3. ascesi --> costituisce l'estremo atto di negazione della volontà di vivere (noluntas)
                     -->volontà= causa principale della sofferenza, essendo insaziabile e costantemente in lotta per ottenere ciò che desidera, l'unico modo per ridurre la sofferenza è sospendere o annullare la volontà stessa. Egli  propone un ideale ascetico simile a quello delle tradizioni religiose orientali, come il buddhismo e l'induismo, che vedono nella rinuncia ai desideri un mezzo per liberarsi dal ciclo di sofferenza.

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